L’Inferno on line dello Gig Worker

Amazon mechanical Turk

Come la rete ha trasformato il lavoro in una nuova schiavitu’ tecnologica

Come la rete ha trasformato il lavoro in una nuova schiavitù tecnologica.

Le aziende, grandi e piccole, governano le attività attraverso regole e gerarchie: il capo distribuisce i compiti ai dipendenti i quali prendono istruzioni per eseguire il loro lavoro.

Sebbene questo sia ancora vero per buona parte dei lavoratori, un numero sempre crescente di persone ha iniziato a lavorare prevalentemente online, svolgendo lavori che le aziende pianificano e assegnano tramite piattaforme, il cosiddetto Crowdworking.

Questo tipo di lavoro temporaneo atipico, detto anche on demand “Gig Work”, sta sempre più soppiantando il lavoro tipico.

Le statistiche del lavoro in Italia non colgono il fenomeno e i sindacati e i politici, a parte rarissime eccezioni, non sembrano interessati a fare i conti con questa nuova realtà occupazionale che sta trasformando le piattaforme online in nuovi padroni e i lavoratori in nuovi schiavi.

Società come Amazon, Uber, Deliveroo e AirBnB non hanno bisogno di presentazione e sulla loro scia stanno nascendo nel mondo una miriade di piattaforme di lavoro online e una massa crescente di attività si sta spostando silenziosamente sulla rete per diventare lavoro on-demand, a cottimo, poco retribuito e per nulla tutelato.

Queste piattaforme offrono alle aziende un modo molto economico per reclutare personale e retribuire solo i compiti svolti.

Ad esempio su Amazon Mechanical Turk i task, detti HIT (human intelligence task che a dispetto del nome sono davvero stupidi) possono essere retribuiti anche solo un centesimo l’uno e secondo la maggior parte delle ricerche un Mturker (così vengono chiamati i lavoratori on line di amazon) riesce a guadagnare mediamente 2 dollari all’ora mentre solo il 5% supera i 7 dollari!

Un magro reddito per chi vive nel Nord del mondo ma cominciano ad essere una retribuzione interessante per chi vive in Nigeria.

Oggi la distribuzione della rete e della connettività annulla il gap di produttività e un computer in Italia offre la stessa produttività potenziale di un laptop connesso dall’Uganda, questo pone i lavoratori di tutto il mondo sullo stesso piano sia che vivano nella ricca e tecnologica America che in un villaggio rurale dell’India.

Di fatto Internet sta dando vita a un nuovo tipo di Inferno.

Per alcuni americani, le attività online con salario inferiore al minimo sono l’unico lavoro disponibile.

La tecnologia ha aiutato a liberare l’uomo da molti lavori di routine, pesanti e poco retribuiti ma oggi sta anche producendo un nuovo terrificante mondo del lavoro, in cui le persone svolgono, sotto una stretta sorveglianza tecnologica, una miriade di micro compiti per ore e ore, guadagnando solo pochi centesimi per ogni HIT completato.

Per molti lavoratori che vivono in aree del paese in cui i posti di lavoro tradizionali sono scomparsi, inghiottiti dalla tecnologia o cancellati dall’outsourcing, il lavoro on line ripetitivo e mal retribuito è tutto ciò che passa il convento.

Sempre più aziende, anche multinazionali con centinaia di migliaia di impiegati, si stanno orientando verso le piattaforme on line per gestire i picchi di lavoro, per avere accesso a una massa scalabile di lavoratori, competenze e skill, per ridurre i tempi e costi di reclutamento del personale temporaneo e per annullare le barriere al reclutamento.

Il lavoro on line coinvolge anche i lavoratori iperspecializzati, quali coders e programmatori di Intelligenza Artificiale.

Ciò perché la velocità dei cambiamenti in atto dovuti ai rapidi progressi tecnologici ha creato un gap di competenze tra i lavoratori.

Sempre più spesso le aziende faticano a identificare o formare internamente le competenze necessarie, i tempi di formazione per l’acquisizione di nuove competenze (upskilling o reskilling) sono troppo lunghi per tenere il ritmo dell’accelerazione tecnologica: si stima che l’85% dei lavori che saranno richiesti nel 2030 non esistono ancora (Deloitte, 2019 Global Human Capital Trends: https://www2.deloitte.com/us/en/insights/focus/human-capital-trends.html).

Usare le piattaforme on line consente alle aziende di coprire questi gap che si fanno sempre più ampi.

Oggi, tutte le grandi aziende tecnologiche e non solo utilizzano servizi come questi. Il lavoro su richiesta creato da queste piattaforme è difficile da misurare e in pochi ne comprendendo l’impatto.

Anche le Banche stanno sfruttando queste opportunità, ad esempio Deutsche Bank mentre annuncia il licenziamento di decine di migliaia di dipendenti e’ molto attiva nel reclutare CrowdWorkers e sviluppare l’intelligenza artificiale (Managing Complex Work Systems via Crowdworking Platforms: How Deutsche Bank Explores AI Trends and the Future of Banking with Jovoto, 2018).

I nostri sindacati difendono solo il lavoro visibile, ma nel mondo sono cambiate molte cose e le tendenze in atto, modificando radicalmente il mondo del lavoro, hanno creato una moltitudine indefinita di lavoratori invisibili (metto tra i lavoratori invisibili anche gli immigrati nei campi e le badanti)

Il lavoro online sta radicalmente rimodellando la nostra società. Gli economisti Lawrence Katz e Al Krueger stimano che i lavori alternativi basati sulle piattaforme on line siano aumentati dal 10 al 16% sul totale degli occupati, rappresentando tutta la crescita netta dell’occupazione nell’economia statunitense negli ultimi dieci anni. Supponendo che le tendenze citate continuino al ritmo attuale, entro il 2027, quasi 1 adulto americano su 3 farà affidamento sulle piattaforme online per sostenersi.

Il mondo del lavoro si sta rapidamente spostando online e sempre piu’ parcellizzando e iperspecializzando. Decine di nuove Start-up di Gig Work spuntano ogni giorno per mettere in contatto le persone direttamente con i datori di lavoro per svolgere compiti a cottimo attraverso la rete.

Questa tendenza non si invertirà e tutto sta ad indicare che il passaggio al lavoro on line on demand sarà il futuro per milioni di lavoratori in tutto il mondo.

Questi lavoratori invisibili sono vitali per il futuro della nostra economia e la loro difesa deve rappresentare una priorità per politici e sindacati.

Ignorare la crescente dipendenza delle aziende e dei consumatori da una forza lavoro sottopagata e senza diritti (gig workers, badanti, lavoratori nei campi) non è una strategia che ci aiuterà a difendere il benessere non solo economico della nostra società.

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